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La quotidianità condivisa6 minuti

Danzare con persone affette da demenza: creare insieme un breve momento

Di Bernhard De LucaAggiornato il

In breve
  • Scegli una canzone familiare e un posto tranquillo, con un pavimento sicuro e una seduta a portata di mano.
  • Invita la persona a te cara con poche parole e attendi un segnale riconoscibile di partecipazione volontaria.
  • Accompagna piccoli movimenti semplici, senza tirare le mani né chiedere di fare passi.
  • Interrompi il giro se la persona rifiuta, è agitata, prova dolore o si sente meno sicura, anche a metà canzone.

Una melodia può favorire la vicinanza, ma anche far riaffiorare ricordi che non conosci. La persona a te cara non deve né riconoscere qualcosa né partecipare fino all'ultima nota solo per farti piacere.

Cosa vi serve per un breve giro

  • Una canzone familiare senza riproduzione automatica della musica successiva
  • Uno spazio tranquillo e ordinato, senza ostacoli in cui inciampare
  • Una seduta stabile nelle immediate vicinanze
  • Abiti comodi e scarpe basse che calzano bene
  • Il solito ausilio per camminare, se lo usi nella vita quotidiana
  • Una persona di fiducia al tuo fianco, senza fretta

La familiarità è un invito, non un obbligo

Con la demenza, può essere difficile capire spiegazioni lunghe e più richieste contemporaneamente. Una frase breve e un movimento visibile rendono la tua proposta più facile da comprendere. Le conoscenze di danza acquisite in passato dicono poco su ciò che oggi è piacevole o sicuro. Anche una canzone amata in passato può disturbare quel giorno. La familiarità è quindi un punto di partenza, non una garanzia.

Il fatto che non opponga resistenza non significa che abbia acconsentito. Sono più indicativi un sì chiaro o una partecipazione attiva, per esempio quando il tuo familiare prende la mano che gli porgi e si muove spontaneamente insieme a te. Un sorriso da solo non basta se il corpo si ritrae. In caso di segnali contraddittori, ti fermi e lasci spazio. Il consenso vale solo per quel momento, non automaticamente per il contatto fisico, per alzarsi o per fare un altro giro.

La musica può accompagnare le emozioni, senza che tu debba spiegarle. L’articolo su esprimere le emozioni ballando senza sentirsi sotto pressione descrive come il movimento possa offrire un modo per esprimersi. Non devi ricavarne un compito per il vostro momento insieme. È tempo libero da condividere, non un test di memoria né una terapia. Se cerchi un contesto professionale, l’articolo sulla danza terapia individuale o di gruppo illustra questa diversa forma di accompagnamento.

Una seduta a portata di mano rende la pausa naturale, invece di farla sembrare un'interruzione.
Una seduta a portata di mano rende la pausa naturale, invece di farla sembrare un'interruzione.

Ecco come organizzare il giro insieme

  1. Scegli un momento tranquillo

    Inizia quando la persona a te cara è sveglia e non è già agitata. Spegni la televisione e qualsiasi altra musica, libera i passaggi e prepara la sedia. In caso di stanchezza, dolore o evidente instabilità in piedi, oggi limitati a stare insieme senza ballare.

  2. Fai partire piano una canzone familiare

    Scegli una registrazione che una persona a te cara amava ascoltare e riproducine solo l'inizio. La musica deve restare abbastanza bassa da permettere di sentire chiaramente la tua voce quando parli normalmente. Osserva se la persona si gira verso di te, si rilassa oppure si spaventa e si gira dall'altra parte.

  3. Invita a partecipare con una frase

    Puoi dire, per esempio: «Ti va di muoverti con me a ritmo di musica?» Offri la mano aperta e aspetta senza aggiungere altre sollecitazioni. Se ricevi un no, l'altra persona si gira dall'altra parte o reagisce in modo incerto, ritira la mano. Non devi ripetere l'invito.

  4. Mantieni la posizione abituale

    Lascia inizialmente il tuo familiare dove si trova, se è seduto o in piedi in sicurezza. Per alzarsi, serve il suo consenso e il supporto abituale. Un ausilio per la deambulazione necessario deve restare disponibile: le tue mani non sostituiscono un ausilio sicuro per la mobilità.

  5. Accompagnare insieme un piccolo movimento

    Mostra solo un movimento semplice, ad esempio oscillare dolcemente sul posto, e adeguati alla partecipazione spontanea. Evita le rotazioni, i passi indietro e la trazione delle braccia. Se la persona sceglie un altro piccolo movimento, seguila, purché sia sicuro.

  6. Reagisci subito ai cambiamenti

    Presta attenzione al viso, alle mani, al respiro e alla postura. Le sopracciglia aggrottate, una presa salda, il fare un passo indietro, il respiro accelerato o l’allontanarsi ripetutamente possono indicare un disagio. Se noti questi cambiamenti, fermati, interrompi delicatamente il contatto e abbassa il volume o ferma la musica.

  7. Concludere il giro con calma

    Termina dopo una breve sequenza, prima che subentri la stanchezza e comunque al più tardi dopo il primo brano. Di': «Facciamo una pausa». Aiuta la persona a sedersi in sicurezza con il supporto abituale. Poi lascia spazio alla tranquillità, senza chiedere valutazioni o ricordi.

Piccole decisioni senza pressione

Così va bene

  • Offri un solo brano tra cui scegliere
  • Mostra un movimento e aspetta
  • Offri la mano con naturalezza e senza insistere
  • Accetta un no senza cercare di convincere

Non così

  • Proporre più canzoni e domande contemporaneamente
  • Contare continuamente e correggere i movimenti
  • Tenere la mano alla persona perché continui
  • Spingere a partecipare facendo leva sulle abilità di ballo passate

Puoi spuntarlo in qualsiasi momento

Prima dell'invito

Preparazione

Dopo i primi movimenti

Osservazione

Dopo il giro

Chiusura

Domande frequenti

  1. La durata giusta dipende dal consenso e da come si sente quel giorno, non da un numero fisso di minuti. Può bastare anche un breve passaggio di una canzone. Non è necessario arrivare alla fine di un brano. Se l'attenzione o la sicurezza vengono meno, interrompi prima il ballo, senza chiedere di resistere.

Ballare insieme può anche essere breve

Su udansa trovi proposte di danza per muoversi insieme. Per il tuo familiare è adatto solo un contesto che consenta la partecipazione volontaria, un accompagnamento personalizzato e pause in qualsiasi momento.

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