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Storia dell'hip-hop5 minuti

La nascita dell'hip-hop: come tutto ebbe inizio nel Bronx

Di Bernhard De LucaAggiornato il

In breve
  • La cultura Hip-Hop è nata nei primi anni '70 nel quartiere newyorkese del Bronx come risposta creativa alle crisi sociali ed economiche.
  • L'11 agosto 1973 è considerato un punto di svolta storico, quando dj kool herc ha presentato per la prima volta la tecnica del breakbeat durante una festa in Sedgwick Avenue.
  • Il movimento si basa tradizionalmente sui quattro pilastri classici: DJing, MCing, graffiti e la danza urbana come il B-Boying.
  • Questa cultura ha offerto ai giovani del Bronx una piattaforma non violenta per l'espressione di sé, la competizione e la ricerca dell'identità.

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La storia dell'Hip-Hop è il racconto di un'esplosione creativa che, partendo dall'isolamento sociale, ha rivoluzionato la cultura pop mondiale e ha dato ai giovani una voce impossibile da ignorare.

DefinizioneBreakbeat

Il breakbeat è un pattern musicale in cui il DJ ripete all'infinito la parte strumentale puramente ritmica di una canzone utilizzando due dischi identici. Questa tecnica ha costituito la base ritmica per la nascita dell'hip-hop.

Come le strade del Bronx sono diventate il luogo di nascita

All'inizio degli anni '70, il quartiere newyorkese del Bronx era segnato da abbandono sociale, povertà e incendi diffusi. Eppure, proprio da questa cruda realtà è nato uno dei movimenti culturali più influenti al mondo. I giovani, soprattutto afroamericani e portoricani, cercavano modi per far sentire la propria voce e sfuggire alla desolante quotidianità. Hanno usato ciò che avevano a disposizione: parchi pubblici, dischi economici e la propria creatività. L'alba di questa nuova era viene spesso fatta risalire a una data ben precisa: l'11 agosto 1973. Quella sera, il giovane Clive Campbell invitò a una leggendaria festa di compleanno nella sala comune al 1520 di Sedgwick Avenue. Con il nome d'arte DJ Kool Herc, quella sera avrebbe cambiato per sempre il mondo della musica, utilizzando due giradischi per prolungare all'infinito la parte centrale ballabile di una canzone, il cosiddetto break.

I quattro pilastri classici di un movimento globale

Partendo dalle prime block party, si è formato rapidamente un solido fondamento, oggi noto come i quattro pilastri della cultura Hip-Hop. Ognuno di questi pilastri ha svolto una propria funzione sociale e artistica. Il DJ forniva la base ritmica, mentre l'MC, in qualità di Master of Ceremonies, prendeva il microfono per infiammare la folla e raccontare storie poetiche sulla vita nel quartiere. Il graffiti writing, spesso chiamato semplicemente writing, dava ai giovani una voce visiva nello spazio pubblico, trasformando muri grigi in opere d'arte colorate. Il quarto pilastro, il B-Boying, ha infine portato l'energia della musica sull'asfalto. Chi oggi desidera immergersi più a fondo in questo mondo, troverà nella guida all'Hip-Hop e alla Streetdance il punto di partenza perfetto per le forme moderne di questo movimento, senza perdere di vista le radici storiche.

La filosofia dei pionieri a confronto

Lo spirito del Bronx

  • Prolungare attivamente i break con due giradischi
  • Esprimere creativamente la propria realtà nel quartiere
  • Risolvere le rivalità attraverso una competizione pacifica

Il malinteso

  • Mettere i dischi semplicemente uno dopo l'altro
  • Copiare le tendenze commerciali invece di creare qualcosa di nuovo
  • Risolvere i conflitti per strada con la violenza

Per noi, l'Hip-Hop è stato il modo più accessibile per creare dal nulla un mondo tutto nostro, pieno di arte, rispetto e identità.

Pioniere della prima scena Hip-Hop di New York

Perché il movimento era molto più della semplice musica

La forza rivoluzionaria della prima cultura Hip-Hop risiedeva nel fatto che abbatteva i confini esistenti e poneva l'attenzione interamente sulla comunità. Invece di essere consumatori passivi, i giovani diventavano creatori attivi del proprio ambiente. Le block party erano uno spazio protetto in cui le rivalità non venivano risolte con la violenza, ma attraverso la competizione creativa. I DJ sperimentavano nuove tecniche, gli MC perfezionavano le loro rime e i giovani sulla pista da ballo sviluppavano un'espressione completamente nuova. Questa dinamica ha gettato anche le basi per forme di danza specializzate. Chi desidera comprendere meglio le radici acrobatiche di questo sviluppo può informarsi nella guida su imparare a ballare Breaking, dove sono documentati i primi passi di questa rivoluzione della danza. Fin dall'inizio, l'Hip-Hop è stato più della semplice musica, era un sentimento di autodeterminazione.

Due lati di un sound unico

DJing

La creazione del beat

L'architetto del ritmo

Il DJ si concentra interamente sull'arte dei giradischi. Cerca i migliori break nei vecchi dischi funk e soul, manipola il vinile con le mani e crea, attraverso il looping dei ritmi, una base sonora completamente nuova e infinitamente ballabile su udansa.

MCing

La parola sul beat

La voce della strada

L'MC è in contatto diretto con il pubblico. Usa il microfono per accompagnare il ritmo del DJ con un linguaggio ritmato, per accendere l'atmosfera sulla pista da ballo e per trasformare in rime le storie e le preoccupazioni della comunità.

Domande frequenti

  1. La nascita dell'Hip-Hop viene fatta risalire all'11 agosto 1973. In quella serata, DJ Kool Herc organizzò la leggendaria festa back-to-school nel Bronx, durante la quale presentò la sua nuova tecnica di breakbeat.

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