La liberazione del corpo dal corsetto classico
All'inizio del XX secolo, sui palcoscenici europei si compì una rivoluzione silenziosa. La danza classica, con le sue rigide linee geometriche, i corsetti stretti e i passi prestabiliti del balletto classico, veniva percepita da molti artisti come un corsetto costrittivo per l'anima. Cercavano un'arte del movimento che non raccontasse più solo storie decorative, ma che portasse all'esterno, in modo autentico, la verità interiore dell'essere umano. Da questa ribellione nacque la danza espressionista europea, destinata a cambiare per sempre il mondo della danza.
Al centro di questo movimento vi era la liberazione del corpo. I pionieri rinunciarono a sequenze di passi rigide e alle gerarchie degli ensemble classici. Al contrario, dichiararono la gravità, il respiro e l'emozione come i nuovi strumenti della creazione. La danza fu concepita come una forma d'arte autonoma che non necessitava di un modello letterario e spesso nemmeno di musica per dispiegare un effetto profondo. Questa nuova filosofia pose le basi per ciò che oggi conosciamo come danza contemporanea e moderno teatro-danza per adulti su udansa.






