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Di Mary De LucaAggiornato il
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Le strade del Bronx negli anni '70 erano rumorose, dure e piene di energia. Qui, dalla necessità di autoespressione, è nata una cultura destinata a rivoluzionare per sempre la musica e il movimento.
Il breakbeat indica un ritmo con percussioni sincopate e irregolari, solitamente isolato da brani funk o soul. Costituisce il cuore ritmico della musica Hip-Hop e la base per la breakdance.
Il Bronx nella New York degli anni '70 era un luogo segnato. Il declino economico, i condomini abbandonati e le tensioni sociali ne caratterizzavano l'immagine. Eppure, proprio in questo ambiente difficile è nata una delle sottoculture più influenti al mondo. La nascita può essere fatta risalire a un evento concreto: l'11 agosto 1973, un giovane di nome Clive Campbell, meglio conosciuto come DJ Kool Herc, organizzò una festa leggendaria al 1520 di Sedgwick Avenue. Utilizzò due giradischi per concatenare all'infinito i passaggi puramente strumentali dei dischi funk e soul, i cosiddetti break. Questa innovazione tecnica, il metodo Merry-Go-Round, ha gettato le basi musicali per una forma di movimento completamente nuova e segna l'inizio della storia dell'hip hop nel Bronx di udansa.
Questo nuovo modo di suonare attirò i giovani, che si incontravano nelle strade polverose e nei parchi abbandonati del Bronx. La musica richiedeva una risposta fisica. I ballerini che reagivano a questi break speciali venivano chiamati break-boys o break-girls, da cui nacquero rapidamente i termini B-Boys e B-Girls. La struttura ritmica della musica e la dinamica della strada si fusero in un'unità che andava ben oltre il semplice passatempo. È stato l'inizio di un movimento che ha dato voce e identità ai giovani, laddove altrimenti regnava la mancanza di prospettive.

La danza, che oggi conosciamo come breakdance, non è nata in studi climatizzati, ma direttamente sull'asfalto. Nella sua fase iniziale, la danza era strettamente legata alla storia locale della street dance e si basava sul cosiddetto toprocking, ovvero il ballare in piedi. I movimenti riflettevano il ritmo della città: erano orgogliosi, diretti e spesso ispirati a gesti quotidiani o a film di arti marziali. Solo col tempo i ballerini hanno spostato i loro passi a terra. Questa evoluzione, il cosiddetto downrock, ha cambiato radicalmente la dinamica. I giovani hanno utilizzato il pavimento come un terreno di gioco creativo, su cui dimostrare la propria agilità e velocità.
La musica e il movimento si influenzavano in una costante interazione. Un DJ come Kool Herc osservava attentamente la folla: quando vedeva che i ballerini reagivano in modo particolarmente scatenato a certi rulli di tamburo, prolungava proprio quella parte. I ballerini, a loro volta, adattavano le loro sequenze di passi al tempo e all'intensità dei break. Questo stretto legame mostra quanto l'origine della breakdance sia inseparabile dall'evoluzione della tecnica dei DJ. Era una conversazione costante senza parole, in cui il beat dettava la direzione e il corpo forniva la risposta. Chi oggi è attivo in un social dance, vive in fondo la moderna continuazione di questa interazione spontanea.
Corretto
Sbagliato
Non avevamo soldi per strumenti costosi, quindi abbiamo trasformato il giradischi nel nostro strumento e il nostro corpo nell'espressione della nostra realtà.
Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, il movimento si diffuse inarrestabile. Quello che era iniziato nei cortili del Bronx come un fenomeno locale, si è trasformato in un movimento globale che ha riscritto l'intera storia della streetdance. I vari elementi, i DJ, gli MC, gli artisti di graffiti e i ballerini, hanno formato una cultura solida. La danza si è professionalizzata, si sono formati dei gruppi e si sono svolte competizioni pacifiche, chiamate battle. Queste battle hanno spesso sostituito i violenti conflitti tra bande rivali per strada: chi mostrava lo stile migliore e i passi più puliti, guadagnava il rispetto della comunità.
Dagli stili di strada grezzi si è sviluppata nel corso dei decenni la moderna storia della danza hip hop con tutte le sue sfaccettature, dal Popping e Locking fino alle coreografie odierne nei video musicali. Tuttavia, il nucleo rimane lo stesso: si tratta di espressione personale, senso del ritmo e comunità. Per trovare l'accesso a questo mondo, aiuta sviluppare un buon senso per la musica. Chi impara a riconoscere il ritmo, comprende anche meglio i movimenti dei pionieri di allora. Le strade del Bronx hanno creato una forma d'arte globale che ancora oggi unisce persone in tutto il mondo.
Il battito cardiaco della cultura
Il DJ fornisce le fondamenta isolando i break, prolungandoli e dettando il ritmo della strada. Senza le sue innovazioni ai giradischi, la danza non avrebbe mai trovato la sua forma e dinamica caratteristiche.
La risposta fisica
I ballerini traducono i ritmi duri direttamente in movimento. Reagiscono a ogni accento della musica, usano l'asfalto come palcoscenico e riflettono nel ballo l'energia e l'orgoglio del loro ambiente.
L'Hip-Hop è nato all'inizio degli anni '70 nelle strade del Bronx, un quartiere di New York. Giovani di origine afroamericana e portoricana hanno dato vita ai primi passi.
DJ Kool Herc è considerato il padre dell'Hip-Hop perché, durante una festa nel 1973, ha riprodotto per la prima volta in alternanza i break di due dischi identici per prolungare la parte ballabile. Questo ha dato ai B-Boys il ritmo necessario per le loro sessioni di ballo.
Agli inizi, l'attenzione era rivolta soprattutto ai top rock, ovvero passi di danza in piedi, e al rapido lavoro di piedi a terra, i cosiddetti down rock. Le rotazioni acrobatiche sono state aggiunte solo in seguito.
La musica e la danza si sono influenzate a vicenda. I DJ hanno prolungato i beat perché i ballerini reagivano ad essi, e i ballerini hanno sviluppato nuovi movimenti per rappresentare fisicamente i ritmi complessi dei DJ.
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